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martedì 25 settembre 2012

La mia nuova intervista con foto e disegni su "Il Flauto di Pan- Visual Thing"

http://il-flauto-di-pan.blogspot.it/2012/09/vision-thing-intervista-evelyn-storm.html?spref=fb

Vision Thing: Intervista a Evelyn Storm






Evelyn Storm


Dopo il Liceo Classico ha frequentato un corso triennale di illustrazione alla Scuola del Fumetto e un corso di pittura a olio della durata di un paio di mesi.


Evelyn Storm


Dopo il Liceo Classico ha frequentato un corso triennale di illustrazione alla Scuola del Fumetto e un corso di pittura a olio della durata di un paio di mesi.

Ha preso parte a diversi mercatini hobbistici.

Alcuni suoi disegni e illustrazioni sono stati in esposizione in bar, art-bar, cartolerie, negozi di articoli da regalo e di fiori.

Ha realizzato disegni per i diari su Facebook e per le copertine di libri, tra cui quella per il romanzo "My dream" di Fabio Emanuele.

Ha vinto il secondo premio al concorso artistico di disegno "The Leprechaun - Made me draw it" ed è risultata vincitrice con altri due disegnatori della "Scelta del diario" della pagina "Clan Dell'Arte" di Facebook.

Ha vinto inoltre  il concorso per disegnare il racconto di Peg Fly "Gli acquarelli della vita".

Due suoi disegni con la scheda tecnica di come li ha realizzati sono apparsi sul numero di settembre della rivista online "Stella Magazine".


Benvenuta in Vision Thing! Per cominciare ti va di presentarti ai nostri lettori? Chi è Evelyn Storm?

Grazie mille, sono contenta di rispondere alle vostre domande e di presentarmi ai vostri lettori. Ciao a tutti, sono una disegnatrice e una scrittrice che vuole migliorarsi e crescere per diventare una professionista. Sto costruendo pian piano il mio percorso, grazie alle mie capacità, alle occasioni che man mano vengono fuori e ai suggerimenti che mi danno i miei amici e qualche fan. Anche se forse è presto per chiamarli così.


Come e quando nasce la tua passione per il disegno?

Non credo ci sia un come. È come quando senti dentro di te che non puoi fare a meno di fare una cosa, senza troppo pensarci e senza troppo riflettere sul come mai. Penso da sempre, fin da piccola, di aver ereditato una passione comune per l'arte dalla mia famiglia. Passione che io ho ben condiviso e sviluppato. Da bambina disegnavo sempre, le matite colorate e i fogli erano miei inseparabili “amici” e ogni cosa, anche fare dei lavoretti per la mamma, diventava una scusa per mettermi all'opera. Di grande aiuto mi sono stati i primi libri per bambini e le storie fantastiche che adoravo sfogliare e prendere come spunto per le mie opere artistiche.


Raccontaci un po’ della tua formazione artistica e delle tecniche che prediligi per la realizzazione delle tue opere.

Non potendo fare il Liceo artistico perché la mia famiglia non era d'accordo, mi sono iscritta ad un corso post diploma di Illustrazione alla Scuola del fumetto e successivamente ad un corso di pittura a olio organizzato dalla mia città. Come tecniche prediligo i pantoni, i pastelli, gli acquerelli, la tempera, l'acrilico, la china, la china colorata, il tratto pen, le matite acquarellabili e i gessetti. In alcuni casi anche l'olio, ma solo se mi viene richiesto per un quadro, perché non ho uno studio mio e l'odore un po' troppo forte preferisco non averlo in casa. Inoltre si asciuga più lentamente.



Dai tuoi lavori emerge una grande passione per il fantasy, passione che ricorre anche in altre attività a cui ti dedichi. Cos’è il fantasy per te?  

In linea di massima disegno anche bambini, favole, animali, fiori, paesaggi, band rock e coppie in atteggiamenti amorosi, ma in effetti il fantasy mi piace moltissimo. Tanto che non solo collaboro con un sito per la stesura di speciali a tema sulle regine letterarie di questo genere, non solo ho intervistato autrici fantasy e recensito alcuni dei loro libri, ma per due anni ho scritto articoli unicamente sulla “Twilight Saga” di Stephenie Meyer e sto scrivendo un mio libro. Tutto perché il fantasy è fantasia allo stato puro, come dice la parola stessa, è lasciare che le idee scorrano verso personaggi insoliti che riescono però a fare tutto quello che noi comuni mortali non riusciremo mai a realizzare. Inoltre la bellezza di certe figure, come ad esempio le fate, mi lascia libera di esprimermi al meglio. Infine, con il fantasy puoi disegnare qualsiasi cosa, perché tanto è consentito e nessuno può dirti nulla, perché tutto è invenzione e fantasia.


Segui qualche “rituale” particolare quando dai vita alle tue creazioni?

Un rituale vero e proprio forse no. Ma procedo sempre allo stesso modo. Prima mi documento molto sul soggetto o i soggetti da rappresentare, mi guardo in giro, attingo a tutto, anche ai cataloghi per parrucchieri per le pettinature dei miei personaggi. Poi, quando sono sicura di cosa fare, mi metto all'opera con la matita, coloro, ridefinisco, modifico a computer e invio l'opera se occorre.



Hai vinto diversi premi in ambito artistico. Cosa hanno significato per questi riconoscimenti?

Devo dire che ho iniziato soltanto a luglio a partecipare a dei concorsi, quindi è una cosa assolutamente recente. In ogni caso sono stata grata e felice di aver vinto o di essere arrivata seconda. Anzi, uno dei miei lavori mi ha portato fortuna per ottenere il posto da un'altra parte. L'ho inviato così, senza troppe pretese, ed è stato proprio quel disegno a farmi avere un altro “successo” personale. Forse anche perché si trattava di un folletto irlandese. Questi concorsi inoltre mi hanno permesso di aggiungere nuove notizie al mio curriculum, di farmi conoscere di più, di ottenere tanti complimenti che non fanno mai male, anzi.


C’è un pittore, fumettista, illustratore a cui ti ispiri o che rappresenta qualcosa d’importante per te?

Ammiro Victoria Francés, Paolo Barbieri, Max Rambaldi e Sara Forlenza per dirne alcuni, anche se ce ne sarebbero altri da menzionare. Sinceramente li considero tutti bravissimi, eccezionali, e non mi considero assolutamente alla loro altezza. Anche perché la grafica fa parte del loro mondo, del mio non ancora. A parte i ritocchi a computer che come dicevo utilizzo. Però guardare i loro lavori mi dà una carica fortissima, mi ispirano, mi spingono a fare meglio e a non arrendermi. Mi rendono consapevole che per tutti c'è un inizio e che bisogna lavorare duramente per crescere e raggiungere traguardi sempre nuovi. Ed è proprio quello che voglio fare.


Gothic Rose, è il nome del tuo sito ma, come tu stessa spieghi, sono anche due parole che racchiudono il tuo mondo, un mondo in cui la passione per le arti grafiche si coniuga con quella per la scrittura e per la musica. Ti va di parlarcene?

Certamente. Ho scelto con cura il nome del mio sito che ora, dopo le ferie, devo assolutamente aggiornare. Gothic Rose rappresenta un mondo solo mio, dove non avere paura di confrontarmi con gli altri e di inserire tutto ciò che per me conta. È come un luogo fisico vero, reale, che ho scelto di condividere con i visitatori che decideranno di farmi visita. Adoro da sempre l'arte e la letteratura, senza dimenticare la musica, che per prima mi ha attirato. Poi, crescendo, non avendo modo di esprimermi a livello professionale in questo campo, ho ripiegato sulle altre due. Forse però ripiegare non è il termine giusto. Amo immensamente quello che faccio e le emozioni che nel mio piccolo ho provato in tutti questi campi sono indescrivibili, soprattutto per chi è fuori da tutto questo e che non può capire veramente di cosa parlo. Lo capiranno gli altri artisti e gli scrittori.



Sogni nel cassetto e progetti per il prossimo futuro?

Di sogni ne ho moltissimi, tra cui realizzare dei libri per bambini e una mia linea di astucci, diari, zaini ecc. Sto anche aspettando una risposta da tre case editrici, l'uscita di un libro a cui ho contribuito con un mio disegno originale su un'elfa, l'uscita di una copertina che ho realizzato per un autore e molto altro. Tra i progetti, cercare nuove collaborazioni, tentare di vincere altri concorsi, procurarmi un nuovo programma di disegno e se riuscissi, prima o poi, fare un corso di grafica. Se non ci riuscissi, disegnerò e disegnerò per affinare la mia tecnica e superarmi. O almeno spero.


E per saperne di più....












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