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mercoledì 16 maggio 2012

La mia intervista a Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono per il loro libro "La discesa dei Luminosi"

Intervista – Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono – La discesa dei Luminosi


Alexia Bianchini30 aprile 20120 http://www.fantasyplanet.it/2012/04/30/intervista-ilenia-provenzi-e-francesca-silvia-loiacono-%e2%80%93-la-discesa-dei-luminosi/
Intervista – Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono – La discesa dei Luminosi



Intervista a Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono

a cura di Evelyn Storm

Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono – La discesa dei Luminosi

«Jude, tu credi che esista davvero la vendetta degli dèi?»

Quella domanda così strana lo spiazzò. Gli tornarono in mente le parole di un suo vecchio insegnante, che conosceva bene le civiltà antiche e ne rispettava la profonda saggezza. Gli uomini non possono nulla contro le stelle. Se oseranno sfidarle, saranno schiacciati come tante tartarughe, che inutilmente si affannano a nascondere le loro uova nella sabbia. Gli dèi costruiranno le loro cetre e riempiranno di una triste melodia l’intero universo.

«Se esiste, gli uomini hanno fatto in modo di meritarsela» disse Jude.

“Dal fascino di Venezia: i canali, i tramonti sulla laguna, i palazzi, fino alle antiche rovine Maya. È un viaggio carico di suggestioni quello che propone «La discesa dei luminosi», urban fantasy italiano firmato da due giovani autrici, Francesca Silvia Loiacono e Ilenia Provenzi e indirizzato in modo particolare al pubblico dei giovani adulti che la collana Y di Giunti, nella quale il romanzo è inserito, tiene sott’occhio in modo particolare. (…)

Il meccanismo de «La discesa dei luminosi» è quello «classico» del fantasy: le due autrici creano una realtà parallela, che attinge a piene mani alla dimensione del sogno. Inventano alieni «perfetti» e straordinariamente attraenti. E arricchiscono questo quadro inserendo elementi di storia antica e di mistero, attingendo alla mitologia e all’archeologia. Il risultato è un romanzo gradevole, che ben si inserisce in un filone molto di moda, in cui giovani autori parlano ai loro coetanei. (…) Tutti autori italiani di urban fantasy, che si accostano senza sfigurare ai grandi successi stranieri. Lo stile è semplice, coinvolgente, molto pulito, senza pretese: l’intento non è di mettere a tema grandi temi o problemi, ma regalare ai lettori qualche ora di evasione, di sogno, di avventura.”

Sabrina Penteriani – L’eco di Bergamo.

Oggi Fantasy Planet ha il piacere di intervistare Ilenia Provenzi e Francesca Silvia Loiacono, autrici del romanzo La discesa dei Luminosi, edito da Y Giunti.

Note biografiche

Ilenia Provenzi è laureata in Lettere e per la sua tesi ha imparato il norvegese. Da allora ha capito che niente è impossibile. Si è trasferita più volte e al momento abita a Milano, ma vorrebbe vivere in una città dal fascino antico. Appassionata di viaggi e di storie da leggere e da raccontare, collabora in ambito editoriale, adora scrivere recensioni e consigliare agli amici libri e ricette.

Francesca Silvia Loiacono ha 31 anni, vive a Milano e lavora in ambito pubblicitario. Da sempre la sua più grande passione è scrivere, ma anche viaggiare, fotografare e cantare. Ha collaborato per diversi anni con la rivista di cinema Bestmovie e nel 2010 ha tenuto una rubrica alla Carrie Bradshaw sul free press di Milano, Car & The City.

Sinossi

2012 L’Apocalisse è vicina e tra le calli di una romantica Venezia si aggira un ragazzo biondo, così bello da non sembrare umano. Jude è un abitante di Aurora, un mondo popolato dai Luminosi, creature perfette simili agli dèi, ed è venuto sulla Terra in missione per conto del padre. Il potente Damon gli ha ordinato di trovare un antico codice Maya, l’unico strumento in grado di salvare l’umanità dalla catastrofe che è stata profetizzata. Durante le sue ricerche Jude si imbatte in Viola, una studentessa ostinata e razionale il cui passato è legato drammaticamente al codice misterioso.   Sullo sfondo della laguna di Venezia, delle colline toscane e delle rovine del Messico, i destini dei protagonisti si intrecciano vorticosamente coinvolgendo non solo altri che come loro sono sulle tracce del codice, ma l’intera umanità.

Intervista alle autrici

Parlateci brevemente di voi come donne e come autrici.

ILENIA. Una volta qualcuno mi ha paragonato alle nuvole, forse perché amo la libertà, soffro le costrizioni e mi piace staccarmi dalla realtà quotidiana, vagando nel cielo dell’immaginazione. Nella scrittura cerco la bellezza, la possibilità di creare il mondo che vorrei. Non mi piace descrivere nel dettaglio, sbandierare le emozioni. Preferisco giocare sul non detto e lasciare che le persone sensibili colgano il messaggio, nella vita come nei romanzi.

FRANCESCA. Come donna, sono un misto tra Joe di “Piccole donne” e Marianne Dashwood di “Ragione e Sentimento”: sono ambiziosa, impulsiva e sincera, coraggiosa e testarda. Inseguo l’amore e mi scontro da anni con le illusioni, che non sempre vanno di pari passo con la realtà. Come autrice, scrivo di getto e amo l’introspezione e tutto ciò che riguarda le emozioni. Ho un animo poetico, che emerge anche nel mio modo di scrivere.

Quando è nata la voglia di collaborare per il vostro libro d’esordio?

ILENIA. Era da tanto tempo che volevo scrivere un romanzo, ma per natura sono molto critica e non mi decidevo mai a considerare un progetto concluso. Un giorno, durante le vacanze di Natale, io e Francesca ci siamo dette: perché non proviamo a unire le forze e a scrivere insieme? Vedendo che le idee arrivavano quasi per magia e i personaggi prendevano vita tra email e incontri milanesi, ci siamo lanciate nell’impresa.

FRANCESCA. Con Ilenia ci siamo conosciute durante un seminario di sceneggiatura. Abbiamo frequentato lo stesso Master di scrittura, dopo l’università, e ricordo che quando l’ho incontrata per la prima volta ho pensato: “Questa ragazza ha qualcosa da dire al mondo”. E siccome anche io avevo delle ambizioni, abbiamo cominciato a scrivere assieme. Non me ne sono mai pentita.

Il vostro romanzo è ambientato principalmente a Venezia. Come mai questa scelta?

ILENIA. Venezia è la città più bella del mondo e noi italiani dobbiamo essere orgogliosi che sia nostra. In qualche modo, ho sempre pensato che avrei ambientato un romanzo tra piazza San Marco e Rialto; quando io e Francesca abbiamo creato la storia dei Luminosi, ci siamo rese conto che non poteva esistere un setting più adatto. Volevamo che i Luminosi restassero folgorati dal fascino della Terra: dove potevano capitare, se non a Venezia?

FRANCESCA, Venezia è la città effimera per eccellenza, malinconica e bellissima come un tramonto di fine estate. Per questo, ben si prestava a rappresentare gli esseri umani e il loro essere mortali. I nostri protagonisti, invece, i Luminosi, sono creature eterne e ci piaceva l’idea di ambientare le loro avventure in un luogo che simboleggiasse il punto debole dell’umanità: la finitezza. Inoltre, Venezia è la città dell’amore, come Parigi per i francesi, e ci sembrava il palcoscenico migliore per i nostri intrecci sentimentali.

La civiltà dei Maya ricorre all’interno delle pagine. Volete parlarcene più dettagliatamente?

ILENIA. Il mistero archeologico al centro della trama riguarda un codice Maya, rinvenuto nel sito di Teotihuacàn. Esistono infatti dei manoscritti (il codice di Dresda è il più famoso) che hanno permesso di ricostruire i rituali religiosi e la mitologia del popolo dei Maya, che per certi versi rappresenta ancora un enigma. La leggenda del dio serpente, la compilazione del calendario che termina nel 2012, le osservazioni astronomiche e le avanzate tecniche costruttive, sono tutti aspetti che ci hanno affascinato e che abbiamo voluto inserire nel romanzo, per restituire il fascino di una civiltà ancora misteriosa.

FRANCESCA. I Maya erano un popolo davvero affascinate: così primitivi, con i loro sacrifici umani e rituali magici, eppure allo stesso tempo così avanzati nello studio delle stelle. è un popolo che racchiude in sé sia il passato che il futuro, e noi con il nostro libro volevamo dare spazio all’antichità (l’archeologia, i miti) e a ciò che verrà (la profezia sulla fine della quinta era, prevista per il 21 dicembre 2012). I Maya ci hanno fornito lo spunto ideale per costruire un ponte tra ciò che è stato e ciò che deve ancora arrivare.

Quanto c’è di voi stesse nella trama?

ILENIA. Nella storia di Jude e Viola si nascondono molte delle mie idee sulla vita e sull’amore. Io ho seguito la loro linea narrativa e mi sono accorta di come, scrivendo, abitudini, difetti, convinzioni, paure e ideali finivano sulla carta, quasi inconsapevolmente. Possiamo inventare mondi totalmente diversi dalla realtà quotidiana, ma ciò in cui crediamo fa sempre capolino tra le pagine.

FRANCESCA. Tantissimo, davvero. Ogni personaggio racchiude in sé una parte di noi, anche se ci sono due personaggi che ci identificano in particolare: il mio è Danielle, la sorella del protagonista. Lei è capricciosa, impulsiva, impetuosa e sentimentale, proprio come me. Come direbbe Gustave Flaubert, “Danielle Byron  sono io!”

Quale personaggio de La discesa dei Luminosi vi è più caro e perché?

ILENIA. Come Jude, io ho un debole per Viola. Ha conosciuto l’esperienza più dolorosa per una ragazzina, la morte della madre, e si è rinchiusa nella solitudine per non dovere più rischiare di perdere qualcuno che ama. Eppure sa amare, e in modo assoluto. Ammiro la sua determinazione, il suo idealismo ma anche la consapevolezza della fugacità dell’esistenza, che la rende fragile.

FRANCESCA. Come accennavo nella risposta precedente, sono particolarmente affezionata a Danielle, ma amo molto anche la sua controparte maschile, Dimitri, e sua sorella Sara, così misteriosa e piena di segreti. Inoltre mi sento molto legata al personaggio di Josè: adoro il suo romanticismo estremo e la sua devozione al passato e al ricordo di ciò che non è mai stato.

Pubblicare con Y Giunti è stato difficile? Come vi siete mosse?

ILENIA.  All’inizio, abbiamo semplicemente scritto la storia che volevamo leggere. Solo in seguito, grazie all’incoraggiamento degli amici, ci siamo convinte a diffondere il manoscritto. Mi piaceva molto la collana Y e, dopo avere letto su D di Repubblica un articolo dedicato alle pubblicazioni Giunti, abbiamo scritto una lettera di presentazione e spedito il malloppo.

FRANCESCA. Quando Giunti ci ha chiamate, più di un anno dopo, non riuscivamo a credere che il nostro sogno si fosse avverato! Avevamo scritto questo libro un po’ per gioco, un po’ per fuggire alla realtà di tutti i giorni, ma non pensavamo che saremmo davvero riuscite a pubblicarlo con una grande casa editrice.

Avete un’autrice o un autore a cui siete particolarmente legate?

ILENIA Il mio scrittore preferito è Tolkien: ci sono dei passi, nel “Signore degli Anelli”, che considero delle vere e proprie lezioni di vita. Però sono molto legata anche all’americana Edith Wharton, alla spagnola Matilde Asensi e all’italiano Tiziano Terzani. E apprezzo moltissimo la scrittura di JK Rowling, che con “Harry Potter” ha creato un universo ricchissimo, perfettamente logico.

FRANCESCA. Uno solo? Mi chiedi l’impossibile. Amo molto Federica Bosco per la sua innata ironia e freschezza, l’autore cult giapponese Murakami per la sua capacità di unire realtà e fantasia, Alif Sciafak per la sua abilità nel creare personaggi originali e fuori dal tempo, Gabriel Garcia Marquez per la vivacità dei suoi mondi, ma anche Weiss e Hickman per l’epicità delle loro storie e Ken Follett per la sua icasticità. Temo che potrei andare avanti così per pagine intere, quindi forse sarà meglio che mi fermi.

I vostri sogni quali sono?

ILENIA. Io spero di continuare a condurre due vite parallele, cosa che soltanto i libri permettono di fare: una nel mondo reale, cercando la bellezza delle piccole cose, e l’altra nella fantasia, dove posso sperimentare l’impossibile. Sogno di trovare la serenità… e un luogo a cui sentirmi legata.

FRANCESCA. Sogno di essere felice. Lo so, può sembrare banale, ma io credo che la felicità sia l’unico segreto per condurre una buona vita. Per questo ho in mente due piccoli, grandi traguardi: costruire una bella famiglia e continuare a scrivere. Non chiedo altro dalla vita, ecco tutto.

Due consigli a testa da dare agli scrittori emergenti.

ILENIA. Primo consiglio: leggete! È importante per assimilare le tecniche narrative, ma anche per individuare il proprio genere e per conoscere meglio il mercato editoriale. Secondo consiglio: osservate il mondo intorno a voi con uno sguardo più profondo. Le idee nascono dall’esperienza, da qualcosa che ci colpisce e che ci resta dentro. Se scrivete in modo onesto invece che “furbo”, forse non tutti ameranno la vostra storia, ma voi sarete rimasti fedeli a voi stessi e qualcuno se ne accorgerà.

FRANCESCA. Per prima cosa, non perdete mai la fiducia. Credete sempre in ciò che state scrivendo come se fosse già un libro stampato. Solo così non perderete di vista l’obiettivo, per quanto difficile possa sembrarvi il suo raggiungimento. E inoltre: siate umili, accogliete le critiche, mettetevi sempre in discussione. Uno scrittore, o aspirante tale, che non è in grado di dire “posso fare meglio” oppure “devo riscriverlo daccapo”, farà poca strada, a discapito del suo talento.

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